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"L'amore vince sull'odio", bella frase ... |
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Martedì 15 Dicembre 2009 23:39 |
"L'amore vince sull'odio"
E'una bella frase, piena di buone intenzioni. E' una frase saggia, tanto più se a pronunciarla è una persona che ha subito un'aggressione violenta che gli ha procurato ferite fisiche. E' un bene che il presidente del consiglio aggredito da un uomo sofferente di turbe psichiche lanci questo messaggio. E' ora che la politica sappia riflettere per ritornare al confronto e alla lotta delle idee e delle proposte di governo. E' ora che la ragione e il rispetto dell'altro tornino ad essere un valore condiviso e praticato nella lotta politica. L'origine del clima confuso e denso di aggressività è, verosimilmente, intrinseco alla rappresentazione populista dell'esercizio del mandato elettorale che viene inteso come delega di esercizio esclusivo del potere in nome della maggioranza senza mediazioni e attenzioni rispetto alle ragioni della minoranza "sconfitta" alla elezioni. Una politica disinvolta tesa a ridurre diritti e garanzie per la parte di società che vive del proprio lavoro e politiche di riguardo verso ceti molto abbienti producono un profondo malessere sociale.Umiliare una parte sociale per favorirne un'altra in modo spregiudicato, aggirare i diritti costituzionali con interventi normativi furbeschi e borderline che abbattono i diritti dei lavoratori ( vedi le norme che prevedono l'aggiramento dei contratti di lavoro con la possibilità di ampie deroghe "certificate" basate sul "libero" consenso del lavoratore ...) rappresenta una formidabile macchina che genera rancore sociale .. Il clima avvelenato non deriva dai battibecchi, dagli insulti nei talk show televisivi, dai fischi di qualche gruppetto di incazzati, deriva dalle politiche del governo che taglia in modo insensato insegnanti, ricercatori, operatori dei servizi pubblici. La paura per il futuro è il sottofondo, l'ombra che segue nella quotidianità milioni di persone che temono di perdere il lavoro, di essere demansionate, di subire processi di emarginazione sociale. Preoccupazione e paura per le persone che un lavoro ce l'hanno diviene invece rabbia per coloro che si trovano per strada fuori dal " sistema delle opportunità" sempre più povero e scarso. La bella favola dei "meriti e dei bisogni", cavallo di battaglia ideologica della destra , in Italia, si è afflosciata come una costruzione di cartapesta inzuppata dagli effetti delle politiche dei tagli a pioggia nella ricerca. Per rendersi conto del futuro che attende questo paese è sufficiente chiedere a qualche giovane, brillante promessa della ricerca scientifica, come si immagina il proprio futuro: molti di loro stanno ricercando nei siti delle università di mezzo mondo bandi di concorso e uno spiraglio per andarsene, perchè in questo paese il loro merito, i talenti non hanno possibilità di essere valorizzati. Questa parte di umanità dalla quale dovrebbe uscire la futura classe dirigente sta preparando le valige per un viaggio in altri paesi con un biglietto di sola andata. Questa è la realtà, queste sono le ragioni vere: la mancanza di un orizzonte strategico che impegni i giovani ad investire il proprio futuro in questo paese. Non servono espedienti o piccole furberie per arginare il naufragio lento e inesorabile della penisola verso un declino che è già in atto. Basta con le barzellette, questi sono i temi veri da affrontare, il resto è un bla bla, un rumore di fondo che una classe dirigente senza progetto sta producendo per non vedere, per non ascoltare lo sciabordio delle acque che stanno entrando dagli squarci dello scafo della nave Italia. Per questi motivi la frase "l'amore vince sull'odio" rischia di essere una frase retorica senza significato. Sarebbe necessario un salto di paradigma della politica che dovrebbe abbandonare il chiacchericcio dei talk show, fare tabula rasa dei progetti presidenzialisti e populisti e assumere i problemi drammatici dei giovani, delle ragazze, dei lavoratori che stanno finendo per strada come priorità dell'agenda politica. Una generazione di politici che ha prodotto questa situazione di crisi nella crisi dovrebbe avere la consapevolezza che è ora di farsi da parte o almeno prepararsi a farlo tracciando un percorso di rinascita della speranza per quei giovani che acccettano la sfida di rimanere. Il rischio invece è che rimangano i conformisti, quelli più adatti a riprodurre l'attuale sistema di potere,un sistema destinato ad accompagnare il declino di questo paese. Non è più il tempo delle barzellette e dei talk show: solo ricostruendo le ragioni della speranza e della responsabilità per il futuro si potrà svuotare l'enorme bolla di rancore sociale, di frustrazione e di aggressività che stanno inquinando la politica e la vita civile. Basta con le barzellette.
gr mar 15 dic 2009 23:35:23 CET
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Scritto da Administrator
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Giovedì 10 Dicembre 2009 22:07 |
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Processo Eternit |
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Ultimo aggiornamento Martedì 29 Dicembre 2009 09:55 |
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Please help the world - COP15 opening film |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 09 Dicembre 2009 11:52 |
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La Danimarca, paese che ospita la Conferenza sul clima, ha diffuso ieri, nella sessione d'apertura dei lavori, un cortometraggio che mette in scena una ragazzina che affronta gli elementi scatenati della natura e che supplica i 1200 delegati "di aiutare a salvare il pianeta". |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 09 Dicembre 2009 11:59 |
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Brunetta: "Compensi dei conduttori nei titoli di coda dei programmi Rai" |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 02 Dicembre 2009 13:44 |
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Brunetta: "Compensi dei conduttori nei titoli di coda dei programmi Rai"
ROMA - I compensi dei conduttori inseriti nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai. E' la proposta del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, che l'ha lanciata intervenendo questa mattina al programma Cominciamo bene condotto da Fabrizio Frizzi su RaiTre. Il ministro ha detto che si tratta di un'idea su cui sta lavorando con il direttore generale di viale Mazzini, Mauro Masi.
"Dobbiamo pubblicare nei titoli di testa e di coda delle trasmissioni Rai tutti i compensi di giornalisti e conduttori". La Rai, aggiunge, "è un concentrato di professionalità, non è giusto che ci siano figli e figliastri, contratti milionari e contrattini". Frizzi ha domandato a Brunetta se la pubblicazione dei compensi potesse essere inserita sul sito della Rai, ma il ministro ha risposto: "lo guardano in pochi, è una proposta che mi hanno già fatto e ho detto di no". "Lo sa che i titoli di coda talvolta vengono sfumati", ha aggiunto Frizzi.
Brunetta ha anche spiegato che è stata esaminato l'aspetto privacy nei confronti dei separati. "Le vite di tutti sono oggi sempre più complicate - ha detto - mi ha sottoposto il problema proprio un funzionario del ministero la cui moglie ignorava che avesse uno stipendio così alto".
Brunetta è tornato sul tema più volte nel corso dell'intervista. "Il cittadino - ha sostenuto - deve poter vedere se un bravo conduttore si merita i due milioni di euro l'anno e una bravissima conduttrice 150 mila euro". Occorre "trasparenza sui contratti miliardari nella Rai", ha aggiunto. L'iniziativa non prevede solo la pubblicazione delle retribuzioni ma, ha precisato il ministro, "anche di tutti i costi delle trasmissioni". Visto che, ha spiegato, "ci sono trasmissioni che costano poco e danno grandi risultati e trasmissioni che costano molto e danno pochi risultati". segue su repubblica.it
Commento: Buona idea, serve a rilanciare il "rancore di classe". Brunetta è un "rivoluzionario" senza sapere di esserlo: immaginamo con quale gioia il cassintegrato vedrà scorrere le cifre a sei zeri dello stipendio di Bruno Vespa frazionato in secondi, giorni e settimane. Così avrà il quadro preciso della sua sfiga : saprà che il Bruno in una serata guadagna quanto lui in un anno....Forse il Brunetta è anche un pò sadico: è giusto che gli sfigati sappiano quanto sono sfigati!! Per la legge dell'equità e della par condicio poi, ogni volta che il ministro va in televisione dovrebbe apparire nei sottotitoli anche lo stipendio del medesimo Brunetta: così si potrà calcolare il costo delle sue cazzate minuto per minuto .... conto che paghiamo tutti noi .... sfigati. |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 02 Dicembre 2009 15:27 |
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