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Gelmini: credere, obbedire e tacere |
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Venerdì 28 Agosto 2009 22:11 |
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La vicenda della dirigente scolastica bolognese ripresa dal direttore dell'Ufficio scolastico regionale per avere espresso opinioni critiche rispetto alla politica dei tagli alla scuola rappresenta il sintomo grave della involuzione autoritaria che è in atto nelle pubbliche istituzioni. Primo aspetto: la lealtà verso l'istituzione per cui si lavora è rappresentata anche dalla capacità di ciriticare politiche che già stanno creando danni al sistema scolastico. Dire la verità ed esprimere critiche è un atto doveroso: cosa doveva dire la signora, che nella scuola i tagli fanno bene alla qualità dell'insegnamento ? Doveva tacere rispetto alle palesi disfunzioni che i provvedimenti della "datrice di lavoro" stanno provocando nella scuola ? Oppure peggio doveva dire che tutto va bene madama la marchesa ? Secondo aspetto: la ministra non è il datore di lavoro, questa personalizzazione è sbagliata e nociva, la ministra non è la "proprietaria" del sistema scolatico, svolge pro tempore una funzione di governo che può essere più o meno condivisa, l'istituzione è altro e in ogni caso non può funzionare come una caserma.. Terzo aspetto: quale lealtà e rispetto ha la ministra per l'istituzione scolastica pubblica quando va al meeting di Comunione e Liberazione a promettere finanziamenti alle scuole private confessionali quando non ci sono le risorse per mantenere un livello decoroso di funzionamento della scuola pubblica, quella di tutti ? Credere, obbedire e tacere questo è il messaggio educativo di questi signori che pensano alle istituzioni scolastiche con la cultura del padroncino del nord est. La scuola non è proprietà della Gelmini: i dissensi verso le politiche di governo non possono essere secretati, un confronto serio sui guai prodotti dalle politiche di questo governo è lecito e gli operatori della isitituzione non possono essere silenziati e messi in un angolo mentre il sistema scolatico pubblico viene progressivamente "smontato" per consegnare al privato le eccellenze. RUVIDUS |
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Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Agosto 2009 22:52 |
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Serracchiani semplice mente democratica |
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Scritto da Administrator
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Martedì 18 Agosto 2009 21:19 |
Serracchiani semplice mente democratica
Come molti personaggi emergenti proposti e "pompati" dai media e dal marketing usato come tecnica di promozione elettorale la signora , dal modo di porsi, viene presentata come una nuova leader politica di grande spessore. Dall'analisi dei testi dei suoi interventi appare semplice mente una giovane signora con qualche abilità oratoria e molta presunzione, ne è testimonianza il recente confronto con Rosy Bindi riportato da unita.it
«Sarà un congresso vero, non lacerante», secondo Rosy Bindi, che sostiene Pier Luigi Bersani per la segreteria Pd. Intanto il clima è rovente. Come dimostrato ieri durante un faccia a faccia a Cortina tra la vicepresidente della Camera e Debora Serracchiani, che sostiene Dario Franceschini.
«La candidatura di Franceschini è una contraddizione, non è credibile - dice Bindi - che chi ha sostenuto il programma di Veltroni oggi predichi per un partito completamente diverso. Quella di Veltroni è stata una linea politica fallimentare e Franceschini ha le sue responsabilità. Nel 2008 sapevo che avremmo perso le elezioni. Veltroni era l’unico a sperare di pareggiarle. Non gli ho mai rimproverato di aver perso le elezioni, ma sapevo che le avremo perse. Gli ho rimproverato di non aver fatto abbastanza per non aver sostenuto Prodi e di averci fatto andare da soli e male accompagnati».
«Il problema è trasversale - ha risposto Serrachiani - perché gli altri non sono stati in ferie per anni. Ti ricordo che siamo nelle stesso partito non serve litigare. Il segretario che abbiamo avuto aveva il consenso popolare ma non della dirigenza. Il partito è stato gestito da tutti ma solo uno se n’è assunto la responsabilità».
La risposta della Serracchiani ai ragionamenti della Bindi non solo è inadeguata ma mostra come sia debole nelle argomentazioni questo personaggio che dovrebbe rappresentare "il nuovo che avanza". Il sentimento che genera il personagio è quello di una cortese antipatia che deriva verosimilmente dalla inautenticità del ruolo che il marketing della politica le ha assegnato: quello del nuovo, dell'intonso, della pagina bianca tutta da scrivere mentre nei fatti anche la Serracchiani è il frutto dei vecchi giochi di una vecchia dirigenza rissosa con poche idee, semplice mente oligarchica. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 18 Agosto 2009 22:52 |
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Il Presidente del Consiglio quando parla, sa di cosa parla ? |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 12 Agosto 2009 16:23 |
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9 agosto 2009 Da Berlusconi «sì» alle gabbie salariali. Pd e Idv: non è una soluzione «Quanto alle gabbie salariali, tutti condividono l'esigenza di rapportare retribuzione e costo della vita al territorio. Legare i salari ai diversi livelli del costo della vita fra Sud e Nord risponde a criteri di razionalità economica e di giustizia». Anche il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi apre sulla questione delle gabbie salariali. In un'intervista a "Il Mattino", quotidiano di Napoli, prende infatti posizione su uno dei cavalli di battaglia dell'estate leghista. Con il Carroccio è tornata infatti – con particolare enfasti quest'estate - alla ribalta la questione della differenziazione territoriale delle retribuzioni, esistente in Italia prima della sua abolizione nel 1969. segue su fonte il sole24ore.it
L'AUTOSMENTITA 3 GIORNI DOPO 12 AGOSTO 2009
Berlusconi:no a gabbie salariali, sì a contrattazione decentrata mercoledì 12 agosto 2009 14:57
ROMA (Reuters) - Silvio Berlusconi chiarisce la sua posizione in merito alla richiesta della Lega Nord di salari differenziati tra le varie zone del Paese che tengano conto del costo della vita più elevato del Centro-Nord rispetto al Sud....Quando ho detto che mi sembra sia giusto discutere di questo rapporto mi riferivo semplicemente a qualcosa che già esiste: alla contrattazione decentrata, già approvata peraltro dalle categorie sindacali, Cgil esclusa", dice il premier in una intervista a Il Giornale."Non ho mai detto sì alle gabbie salariali", aggiunge.FONTE REUTER.IT SUD: BERLUSCONI, MAI DETTO SI' A GABBIE SALARIALI (AGI) - Roma, 12 ago. - "Mai parlato di gabbie salariali". Silvio Berlusconi, in una intervista al 'Giornale', torna sulla polemica legata alle differenziazioni di salari tra nord e sud e spiega di non aver mai "detto si'" all'ipotesi lanciata dalla Lega. "E' la solita storia - dice Berlusconi - si monta una polemica assurda sul nulla.fonte AGI.IT
SI LASCIA AI LETTORI OGNI COMMENTO.
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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Agosto 2009 16:08 |
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Fatti correnti aderisce allo sciopero dei blog |
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Scritto da Administrator
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Martedì 14 Luglio 2009 14:12 |
14/07/09 - Fatti correnti aderisce allo sciopero dei blog contro il DDL Alfano e per il diritto alla Rete.
"Rumoroso silenzio" in Internet e sit in con bavaglio in piazza Navona a Roma (ore 19)
Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero. Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l'informazione in Rete. Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant'anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.
Il 14 luglio dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.
L'iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.
Hanno aderito all'iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.
Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).
Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.
Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.
Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.
DIRITTO ALLA RETE |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Agosto 2009 16:17 |
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