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I giovani PD e la ricetta della redistribuzione della precarieta' |
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Scritto da Administrator
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Lunedì 29 Giugno 2009 09:56 |
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 da repubblica.it ...Con quali proposte Bersani e Franceschini possono convincerla a non scendere in campo? "Le ho già riassunte nel mio intervento all'assemblea del Lingotto". È il caso di ricordarle. "Il primo punto è come si affronta la crisi della sinistra che riguarda tutta l'Europa. Con lo stato sociale messo in crisi dai deficit del bilancio statale l'unica strada per salvarlo è togliere qualcosa ai garantiti per dare a chi garanzie non ne ha. Brunetta in questo ci sta anticipando, sta facendo qualcosa di sinistra anche se spesso solo con annunci e spot". vedi articolo repubblica "Sette giorni per convincermi ma se corro è per vincere"di MARCO TRABUCCO
Commento: Chiamparino è un buon politico ed ha la capacità di captare il consenso dei "giovani di 40 anni" tuttavia sarebbe bene fosse chiaro anche a lui che "ritoccare" l'art.18 della legge 300 non renderà i giovani precari meno precari e i cosidetti garantiti cui togliere qualcosa sono ormai pochi. Nel settore privato "i garantiti" sono lavoratori e lavoratrici cinquantenni e oltre che stanno vivendo la CIG e il passaggio alla "mobilità" ovvero disoccupazione con la pensione sempre più lontana.. "Mal comune mezzo gaudio" sembra la litania di questi quarantenni giovani: rendiamo un pò più precari i nostri fratelli maggiori o i nostri padri così ci sarà più trippa per noi pare essere la sintesi del loro progetto politico. Pare che non vogliano affrontare lo scontro per riscrivere regole dei diritti del lavoro adeguate a questa epoca :riscrivere le regole vuol dire anche porre degli obblighi alle imprese per togliere l'abuso dei contratti "atipici", ma questo non traspare dagli interventi riferiti dai media. Spiace dirlo ma questa è l'immagine di ciò che appare dai resoconti : ".... questi vogliono il "posto" in nome dell'età e non del merito: sono dentro al "sistema fino al collo". Non mi sembra che questi giovani 40enni, siano portatori di grande innovazioni ma sono piuttosti nella logica solo della "sostituzione" al potere per fare le stesse cose dei vecchietti che vogliono sostituire..." ( dalla conversazione con un anziano operaio iscritto al PD) La speranza nel ricambio generazionale era posta nell'entrata di nuove idee e progetti: le cose dette sui diritti al Lingotto fanno un pò pena: sono le ricette della ridistribuzione della miseria e/o della precarietà. ruvidus |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Giugno 2009 10:19 |
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Dalla crisi verso quale economia e quale democrazia? |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 25 Giugno 2009 10:06 |
Dalla crisi verso quale economia e quale democrazia? LA CRISI DELL'ECONOMIA E DELLA DEMOCRAZIA. BOLOGNA, VENERDI'' 26 GIUGNO 2009 Sala del Quartiere Reno "Falcone-Borsellino" Via Battindarno n. 127 Ore 10.00 - 13.30 Ore 14.30 - 18.00 Dalla crisi verso quale economia e quale democrazia? 10.00 Apertura dei lavori 10,20 - 11,15 Francesco Garibaldo "L'evoluzione della crisi e gli scenari futuri" Giulio Marcon "Le alternative nella crisi" 11,15 - 12,00 Dibattito 12,00 - 12,25 Luciano Gallino "Oltre l'ingiustizia sociale" 12,25 -13,30 Dibattito. 13,30 - 14,30 Pausa buffet. 14,30 - 15,20 Paul Ginsborg "La risposta europea alla crisi e il deficit democratico" Francesca Re David "Il conflitto sociale, il lavoro e la democrazia" 15,20 - 17,10 Dibattito. 17.10-17.30 Luigi Ferrajoli "La crisi della rappresentanza" 17,30 - 18,15 Dibattito e programmazione della continuità dell'iniziativa. N.B. Via Battindarno, si raggiunge dalla stazione ferroviaria con il bus 36 fermata "deposito ATC" Tra i promotori: Paolo Cacciari, Piero Di Siena, Luigi Ferrajoli, Pino Ferraris, Francesco Garibaldo, Paul Ginsborg, Giulio Marcon, Mario Pianta, Anna Picciolini, Bianca Pomeranzi, Tiziano Rinaldini, Massimo Torelli, Maria Luisa Boccia, Roberto Buonamici, Gabriele Polo, Alfredo Zuppiroli, Sergio Caserta, Chiara Giunti, Alfiero Grandi, Renato Lideo, Gianfranco Schiavone, Maria Grazia Campus, Edoardo Salzano, Donatalla Della Porta, Ersilia Salvato, Andrea Bagni, Katia Zanotti, Luciano Berselli, Moreno Biagioni. |
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Faccioni formato elefante |
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Scritto da Administrator
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Giovedì 04 Giugno 2009 16:23 |
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Per fortuna sta per finire una cosidetta campagna elettorale penosa ove si è parlato di tutto fuorchè del perchè dovremmo eleggere il faccione formato elefante d centro destra piuttosto che il visetto formato ridotto ( riduzuione ENAL ) di centro centro centro leggermente curvato a sinistra. I grandi manifesti incollati con colla diluita da inesperti stanno staccandosi da soli dai tabelloni ancor prima del voto: è il simbolo della battaglia politica di questa campagna ... Speriamo che me la cavo ! |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Giugno 2009 16:30 |
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Per comprendere gli stati d'animo di chi ci governa dovremo affrontare la lettura di Lolita di Nabokov ? |
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Scritto da editor
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Mercoledì 20 Maggio 2009 23:00 |
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Per comprendere gli stati d'animo di chi ci governa dovremo affrontare la lettura di Lolita di Nabokov ? Questo pare il messaggio indiretto e involontario che emana dalla lettura dei giornali. D'altra parte è Umberto Eco che suggerisce al S.B. la lettura di questo romanzo. Le sofferenze di migliaia di persone avvolte dal soffio tossico della crisi economica che toglie loro libertà , autonomia e dignità scompaiono nel fiume limaccioso di una rappresentazione mediatica ove il torpore onirico dei talk show sostituisce la realtà.
Un governaccio con ministri che strillano, sbraitano e promettono anni di galera per il popolo dei pubblici dipendenti additati come fannulloni ( vedi le esibizioni grottesche del ministro Brunetta ) ma nel contempo chiudono gli occhi sulla insostenibile situazione di ambiguità e opacità del Presidente nel rapporto con i giudici per le indagini che lo riguardano.
La corrosione del sentire democratico è in atto da tempo, la plebeizzazione di vaste masse di persone sempre più costrette alla richiesta umiliante di favori per ottenere un lavoro senza diritti o una prestazione sanitaria rappresentano la ferita profonda di cui soffre la democrazia materiale nell'esperienza della vita quotidiana.
La deriva silenziosa verso una società ove la politica è sostituita da un sistema di potere oligarchico che trae dal marketing dei sondaggi le linee d'indirizzo è molto preoccupante. Le elezioni europee del prossimo 6 e 7 giugno ci diranno se abbiamo superato "il punto di non ritorno" verso un sistema autoritario che risponde agli obiettivi e alle strategie delle elites di potere emergenti. Elites allevate con la cultura del gioco d'azzardo finanziario coi soldi deglii altri, elites che disprezzano il lavoro e chi lavora, elites tanto abili nella manipolazione del consenso quanto indifferenti a qualsiasi progetto di miglioramento sociale.
Il loro interesse è solo il potere per fare più soldi per avere ancora più potere, contro chi lavora. Per questo no all'assenteismo dal voto alle europee, si al voto ai candidati che si presentano con il proposito di sconfiggere questa destra espressione di una cultura predatoria dei diritti che danno dignità alle persone che lavorano. Interrompere la deriva autoritaria e populista è la ragione fondamentale per andare a votare i giorni 6 e 7 giugno, per dare un segnale che vi è una metà del paese che non ci sta a lasciare ulteriori spazi questa maggioranza di governo. E' ancora possibile arginare questa alluvione, ma occorre fare presto, il 6 e 7 giugno con la scheda in cabina abbiamo il modo per togliere il sorriso dalle bocche di lor signori.
editor |
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Ultimo aggiornamento Giovedì 21 Maggio 2009 11:45 |
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