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"Studio per 13 corpi" Mostra fotografica



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"Studio per 13 corpi"
Mostra fotografica
inaugurazione
17 02 2010
ore 21,00
presso
Spazio in Due
Vicolo Broglio, 1/F
Bologna

Internazionale

Internazionale
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    Vorrei ringraziare Alessia Marcuzzi e tutta la redazione del programma, e dedicare la mia vittoria al pubblico a casa, che mi ha seguìto, che mi ha votato e che ha capito che io sono vero.
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    Le cri de colère d’Antonio Tabucchi : “Ce serait donc de la faute des Tziganes ?” – LeMonde.fr. Su Le Monde contro le espulsioni dei rom.
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    Salvatore Borsellino spiega le ragioni dell’adesione del Movimento delle Agende Rosse all’appello di Camilleri, Flores d’Arcais, don Gallo e Hack per una grande manifestazione democratica in difesa della Costituzione, contro il regime berlusconiano. Ascolta l’intervento(3 settembre 2010) tweetmeme_style = 'compact'; Condividi
"L'amore vince sull'odio", bella frase ... PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 15 Dicembre 2009 23:39
"L'amore vince sull'odio"

E'una bella frase, piena di buone intenzioni. E' una frase saggia, tanto più se a pronunciarla è una persona che ha subito un'aggressione violenta che gli  ha procurato ferite fisiche. E' un bene che il presidente del consiglio aggredito da un uomo sofferente di turbe psichiche  lanci questo messaggio. E' ora che la politica sappia riflettere per ritornare al confronto e alla lotta delle idee e delle proposte di governo. E' ora che la ragione e il rispetto dell'altro tornino ad essere un valore condiviso e praticato nella lotta politica. L'origine del clima confuso e denso di aggressività è, verosimilmente, intrinseco alla rappresentazione populista dell'esercizio del mandato elettorale che viene inteso come delega di esercizio esclusivo del potere in nome della maggioranza senza mediazioni e attenzioni rispetto alle ragioni della minoranza "sconfitta" alla elezioni. Una politica disinvolta tesa a ridurre diritti e garanzie per la parte di società che vive del proprio lavoro e politiche di riguardo verso ceti molto abbienti producono un profondo malessere sociale.Umiliare una parte sociale per favorirne un'altra in modo spregiudicato, aggirare i diritti costituzionali con interventi normativi furbeschi e borderline  che abbattono i diritti dei lavoratori (  vedi le norme che prevedono l'aggiramento dei contratti di lavoro con la possibilità di ampie deroghe "certificate" basate sul "libero" consenso  del lavoratore ...) rappresenta una formidabile macchina che genera rancore sociale ..
Il clima avvelenato non deriva dai battibecchi, dagli insulti nei talk show televisivi, dai fischi di qualche gruppetto di incazzati, deriva dalle politiche del governo che taglia in modo insensato insegnanti, ricercatori, operatori dei  servizi pubblici. La paura per il futuro è il sottofondo, l'ombra che segue nella quotidianità milioni di persone che temono di perdere il lavoro, di essere demansionate, di subire  processi di emarginazione sociale. Preoccupazione e paura per le persone che un lavoro ce l'hanno diviene invece rabbia per coloro che si trovano per strada fuori dal " sistema delle opportunità" sempre più povero e scarso.
La bella favola dei "meriti e dei bisogni", cavallo di battaglia ideologica della destra , in Italia, si è afflosciata come una costruzione di cartapesta inzuppata dagli effetti delle politiche dei tagli a pioggia nella ricerca. Per rendersi conto del futuro che attende questo paese è sufficiente chiedere a qualche giovane, brillante promessa della ricerca scientifica, come si immagina  il proprio futuro: molti di loro stanno ricercando nei siti delle università di mezzo mondo bandi di concorso e uno spiraglio per andarsene, perchè in questo paese il loro merito, i talenti  non hanno possibilità di essere valorizzati. Questa parte di umanità dalla quale dovrebbe uscire la futura classe dirigente sta preparando le valige per un viaggio in altri paesi con un biglietto di sola andata.
Questa è la realtà, queste sono le ragioni vere: la mancanza di un orizzonte strategico che impegni i giovani ad investire il proprio futuro in questo paese. Non servono espedienti o piccole furberie per arginare il naufragio lento e inesorabile della penisola verso un declino che è già in atto.
Basta con le barzellette, questi sono i temi veri da affrontare, il resto è un bla bla, un rumore di fondo che una classe dirigente senza progetto sta producendo per non vedere, per non ascoltare lo sciabordio delle acque che stanno entrando dagli squarci dello scafo della nave Italia.
Per questi motivi la frase "l'amore vince sull'odio" rischia di essere una frase retorica senza significato. Sarebbe necessario un salto di paradigma della politica che dovrebbe abbandonare il chiacchericcio dei talk show, fare tabula rasa dei progetti presidenzialisti e populisti e assumere i problemi drammatici dei giovani, delle ragazze, dei lavoratori che stanno finendo per strada come priorità dell'agenda politica. Una generazione di politici che ha prodotto questa situazione di crisi nella crisi dovrebbe avere la consapevolezza che è ora di farsi da parte o almeno prepararsi a farlo tracciando un percorso di rinascita della speranza per quei giovani che acccettano la sfida di rimanere. Il rischio invece è  che rimangano i conformisti, quelli più adatti a riprodurre l'attuale sistema di potere,un sistema destinato ad accompagnare il declino di questo paese.
Non è più il tempo delle barzellette e dei talk show: solo ricostruendo le ragioni della speranza  e della responsabilità per il futuro si potrà svuotare l'enorme bolla di rancore sociale, di frustrazione e di aggressività che stanno inquinando la politica e la vita civile. Basta con le barzellette.

gr  
mar 15 dic 2009 23:35:23 CET