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Art.1 della Costituzione: a Brunetta non piace |
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Scritto da Administrator
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Domenica 03 Gennaio 2010 18:06 |
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Se voi interrogate 100 persone, incontrate per caso per strada, su quali siano le priorità da affrontare per arrestare il declino di questo paese, molte vi risponderanno :" uscire dalla crisi, lavoro, lavoro per i giovani, sicurezza economica, migliorare la qualità dell'istruzione e della scuola...ecc." A nessuno passa per la testa d'invocare come priorità urgente la modifica dell'art.1 della Costituzione. La richiesta più immediata non è certo quella di togliere la parola "lavoro" ma di chiedere più lavoro, più dignitoso per sè e per i propri figli....
Solo ad un signore che per puro caso è diventato ministro, per meriti ai più ignoti, scappano esternazioni improvvise e, in modo incontinente. Poichè pare non abbia di meglio da fare , il nostro campione sproloquia sulla necessità impellente di riscrivere i Princìpi fondamentali (artt. 1-12) della carta costituzionale e in particolare l'art.1.
Il richiamo al valore del "lavoro" come riferimento fondante della carta disturba il ministro e i suoi amici. Certo perchè per lavoro s'intende un valore che da dignità e uguaglianza a tutti i cittadini a prescindere dal censo o dalle ricchezze possedute. Forse il ministro non riesce neppure ad immaginare che la parola "lavoro" implichi il concetto che è proprio tramite il lavoro che le persone si rendono utili agli altri e fanno funzionare il sistema sociale.
Lavoro dignitoso e regolare e democrazia sono i presupposti per la formazione dell'essere sociale del cittadino libero.
E' tramite il lavoro che si costruiscono le premesse per una vita sociale più ricca e più libera.Ancora una esternazione che lascia trasparire quale sia il disegno complessivo di abbattimento dei diritti costituzionali messo in opera da questo governo di cui codesto ministro è membro. In un certo qualmodo il ministro Brunetta va ringraziato: ha spiegato con chiarezza il percorso che ha in testa questo governo in merito ai diritti dei cittadini normali che vivono del proprio lavoro. Non si capisce allora perchè tanta fretta da parte del PD per arrivare ad un tavolo sulle "riforme" che sono intese dalla destra come grimaldelli per trasformare i diritti in bisogni da soddisfare "per quanto possibile" acquistandoli sul mercato. Le riforme volute dal governo renderanno i poveri più poveri e i ricchi e i potenti ancora più arroganti. Queste non sono riforme ma "contro-riforme" da ostacolare con tutti i mezzi leciti che la democrazia mette a disposizione.
Non c'è dialogo possibile con questo governo: come nelle più autentiche democrazie l'opposizione faccia l'opposizione fino a battere politicamente i personaggi alla Brunetta e mandarli a casa ...
* L'articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana: Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la eser- cita nelle forme e nei limiti della Costituzione.L'esternazione da UNITA.IT
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Ultimo aggiornamento Domenica 03 Gennaio 2010 18:28 |